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Claus Vittur, nato a Brunico nel 1967, presenta per la prima volta a Como una decina di olii su tela di medio e grande formato, realizzati dal 2004 ad oggi, che ben esemplificano il suo percorso pittorico. Vittur parte da un'immagine per lo più tratta da internet che non riproduce sulla tela in modo fotografico, ma filtra attraverso un lungo lavoro di ripensamento e di eliminazione di ciò che risulta essere superfluo, in modo da arrivare all'essenza stessa del soggetto, a quel minimo indispensabile che serve per esprimerne l'intima natura. Tema principale dei suoi quadri è il paesaggio: luoghi invernali, boschi e marine, ma anche interni di carattere nordico. Sono luoghi dall'atmosfera rarefatta, immersi nel silenzio; spazi reali ma allo stesso tempo metafisici che comunicano allo spettatore un senso di straniamento dato a volte dai tagli geometrici della composizione, in altri casi dal gioco di chiaroscuri e di luci fredde e taglienti volutamente "artificiali" e soprattutto dall'estrema sintesi di dettagli. Infatti la scena dipinta è quasi sempre deserta e priva di oggetti: raramente vi è una figura umana. Inoltre l'evidente linguaggio simbolico di Vittur viene ulteriormente accentuato dallo scarno uso del colore che, nella maggior parte delle opere , si riduce all'utilizzo del solo bianco e nero modulato in infinite tonalità di grigi per oscurare o dare luce. Il mondo pittorico di Claus Vittur è dominato così dal senso dell'assenza che si manifesta in atmosfere vuote e silenziose, ambienti deserti e rarefatti, paesaggi malinconici e solitari trasmettendo all'osservatore una sensazione di silenzio atemporale e di solitudine esistenziale.
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